Le Bianche Lande


Le Bianche Lande sono è un posto estremo. Le temperature minime scendono fino a -75 gradi, le massime non superano mai i -20. I venti gelidi che spazzano il ghiaccio ad oltre 90 km orari (ma che in casi di tempesta possono raggiungere anche i 300km orari) e i larghi crepacci che si aprono all’improvviso, a causa delle attività vulcaniche, rendono questo luogo unico e la sopravvivenza rappresenta una sfida giornaliera.
Gli Zorkensai, che nella loro lingua significa “tempesta di neve”, sono l’unico popolo che abita in queste terre dove la permanenza, anche solo di pochi minuti all’aperto, per la maggior parte delle persone, equivale a morire congelati.
Si sa molto poco degli Zorkensai. Si sa che sono nomadi, sono organizzati in tribù e non hanno vere e proprie abitazioni preferendo vivere in rifugi naturali o scavati nel terreno congelato. Hanno una naturale resistenza alle condizioni atmosferiche avverse, sia fredde che calde. Sono dei guerrieri formidabili addestrati fin da bambini al combattimento, alla violenza e alla spietatezza.
Una tribù è tanto più forte quanto lo è il suo capo, per questo non sono infrequenti le lotte per diventare capotribù. Tali lotte, per evitare di fiaccare la tribù stessa sono permesse sono 4 volte l’anno, al cambio del ciclo delle stagioni. Delle persone che fanno richiesta, solo ad una, il consiglio degli anziani, permette di affrontare l’attuale capo. La lotta è sempre all’ultimo sangue ed effettuata con un pugnale cerimoniale di veroghiaccio, un materiale che si estrae dal crio-organo dei Biancamorte, creature terribili presenti solo nella Corona del Mondo, e che è insensibile al calore. Il veroghiaccio non si scioglie, indipendentemente dalla temperatura al quale è sottoposto e questo, oltre alla sua estrema rarità, lo rende preziosissimo. Leggenda narra che Torok in persona scelse gli Zorkensai come suo “popolo eletto” e questi ultimi sono sempre scesi in battaglia rispondendo al richiamo del loro signore Torok, portando con loro terrore e morte. Torok in persona scelse gli Zorkensai come suo “popolo eletto”, donando a Hames, che era a capo delle tribù, un’arma in grado di uccidere l’Eterno, per poi sfidarlo a duello.Torok venne ferito, ma vinse il duello e lasciò la sua arma alle tribù come simbolo dell’alleanza con gli Zorkensai.Da quel giorno l’arma di Torok e due delle sue gocce di sangue cristallizzato, quando venne ferito in duello, vengono considerate simbolo del comando. Le gocce di sangue cristallizzato adornano infatti, come gemme, la corona del capo tribù.
Nessuno ha il coraggio di sfidare apertamente i Zorkensai che sono considerati a tutti gli effetti i migliori guerrieri di Yortik, temibilissimi nel campo di battaglia per le loro tattiche di guerriglia, impossibili da sconfiggere nel loro territorio. Ovviamente come fedeli di Torok non versano la tassa di sangue ai BloodRider. Questi ultimi, dopo numerose perdite, hanno deciso che fosse più saggio ignorarli.
La cerimonia per entrare tra gli “adulti” delle tribù prevede che i giovani Zorkensai, vengano divisi in gruppi di dieci individui, armati con delle semplici spade in acciaio e ogni gruppo mandato a caccia di un Biancamorte. La regola è semplice: “Tornare con il crio-organo del Biancamorte o non tornare affatto.”

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