Sul suo mondo era un Signore dei Demoni assurto al rango di divinità grazie a massacri terrificanti compiuti da lui e dai suoi seguaci durante tempeste di fulmini sovrannaturali. Quando è stato risucchiato nel gorgo di Yortik ha capito subito che le cose sarebbero cambiate. Si è trovato privo dei suoi poteri ma con in se ancora una scintilla di eternità in un continente sconosciuto, pieno di piccoli staterelli frammentati, che ha rapidamente soggiogato alla guida di un nuovo esercito. Tutto sembrava pronto per il suo grande ritorno quando tre incantatrici (capostipiti della Magiocrazia) si sono frapposte tra lui e l’ultimo baluardo di resistenza. Con la loro magia lo hanno indebolito e imprigionato. Da allora è passato da una prigione all’altra, divenendo anche soggetto di truci esperimenti, fino ad esser rinchiuso in un tesseratto Mirromantico.
Dopo decenni di prigionia ha trovato un modo di indebolire i sigilli che lo contenevano, i suoi carcerieri hanno capito che stava per scappare e avevano in programma di rinforzare le “catene” del tesseratto. Un attacco imprevisto alla prigione dove era conservato li ha costretti a spedire l’oggetto in un paese diverso dove è stato poi gettato in un lago. Qui Korramzadeh è riuscito ad espandere la sua influenza approfittando dell’ulteriore indebolimento dei sigilli della sua prigione e ha contattato uno spirito affine: una bambina, vessillo vivente di una divinità in caduta. Parlando con questa piccola fiammella ha cercato di convincerla a liberarlo
Quello che non poteva prevedere era che osservare un altro dio passare quello che avevi passato lui stesso, lo avrebbe fatto soffrire e avrebbe riacceso in lui il desiderio di fare del bene. Non è riuscito a impedire a Diantha, questo il nome della divinità nel corpo di Chandra, di cadere e, alla bambina, di morire e l’unico desiderio sui al momento era quello di aiutare la nuova Eterna a sopravvivere in questo mondo di bastardi. Per fare questo si è alleato con “Il Generale”, un altro Eterno, seguace di Torok. Ha offerto il suo aiuto nella lotta contro le Vele Spezzate adducendo come scusa (ma neanche tanto come scusa) il desiderio di vendicarsi di coloro che lo avevano tenuto tenuto come una decorazione in un acquario. In realtà ciò che lo interessa veramente è solo il desiderio di fuggire con Diantha, per la quale, forse, ha cominciato a provare qualcosa.
Purtroppo le cose non sono andate come previsto. Ha mandato il suo assistente, Sovarek, a trattare per un incontro con le Vele Spezzate e Diantha. L’incontro con quest’ultima, e le parole delle Vele, lo hanno fatto desistere dai propri scopi. Ha capito che Diantha non sarebbe mai venuta con lui, nonostante ciò che gli aveva promesso, viaggi, meraviglie, potere…affetto? L’unica cosa che rimaneva da fare era impedire che “Il Generale” potesse catturare Diantha, o peggio.
In un epica battaglia nel quale, pur se indebolito dall’effetto di un Gorgo, ha affrontato, a fianco delle Vele Spezzate, le forze di Torok, perde la vita in un estremo gesto che ha salvato la vita alla sua amata Diantha. Nel volto di Korramzadeh, l’Eterno, Signore indiscusso delle Tempeste, prima di svanire, un espressione di pace.