Il Cacciatore

Al Cacciatore piace un sacco questa storia della profezia della lotta tra Eterni. Non perché creda che sia davvero veritiera, ma perché gli offre una splendida scusa per mettersi alla prova, per dare la caccia alla preda più pericolosa: gli altri Eterni. Il confronto non lo spaventa; sa che, se dovesse morire, tornerebbe dalla sua amata Letiqua, dea della Morte, e comunque vincerebbe. Il punto è che questo gioco lo entusiasma, e odia perdere.

La comparsa di un nuovo Eterno ha il sapore di un piatto mai assaggiato. L’Eterno caduto nell’Arcipelago è un mistero e lui doveva capire se poteva essere un bersaglio vero oppure solo un’altra pecorella smarrita da aggiungere alla sua collezione di agnelli perduti. Uccidere un bersaglio debole prima di affrontare quelli più forti sarebbe inutile e lui non ha tempo da perdere in futilità.

A proposito di bersagli degni di nota, sa che Korramzadeh, il signore della tempesta, era stato confinato dalla Magocrazia in un tesseratto, affidato a un certo Brett Collins, un ammiraglio di quella nazione. Ma quando Brett tornò a casa, il tesseratto non era più nelle sue mani.

Con lui sull’isola c’è anche la Tetrade, un gruppo di Eterni suoi alleati. Sabbat è una preda indegna, Genesius un cacasotto, ma che può dimostrarsi utile a volte, mentre Akat è un altro paio di maniche. Certamente una preda degna, ma quando lo ha cacciato per la prima volta, invece di fuggire, Akat si è presentato pronto alla sfida. Si sono affrontati e lui ha trovato un rivale decisamente divertente: dopo una lotta che è durata più di tre ore, si sono resi conto che le loro abilità erano comparabili ed entrambi, stanchi e malconci, hanno dichiarato un pareggio.

Ha unito le forze insieme agli altri della Tetrade, alle Vele Spezzate e ad un convertito Korramzadeh, contro le forze di Torok che volevano rapire Diantha, l’eterno che è “nato” nell’Arcipelago del Crocevia.

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